HENRY LAYTON
Chiunque tu sia che passi qui accanto
sappi che mio padre era garbato,
e mia madre violenta,
e io nacqui un intero di così contrastanti metà,
non mescolate e fuse,
ma ciascuna distinta,saldata insieme malamente.
Qualcuno di voi mi considerò garbato,
qualcuno violento,
qualcuno l'uno e l'altro.
Ma nessuna delle mie metà causò la mia rovina.
Fu il distacco delle due metà,
mai partecipi l'una dell'altra,
a ridurmi un'anima senza vita.

Tratto da: Edgar Lee Masters (Spoon River Anthology)
Con queste parole Edgar Lee Masteres sembra descrivere quel meccanismo di difesa intrapsichico che il pensiero psicoanalitico di Freud definì con il termine "scissione".
La scissione, nelle teorie psicodinamiche, è un meccanismo di difesa che consiste nella "separazione" netta di qualità contraddittorie (o ritenute tali) ma copresenti dell'Io o dell'oggetto. Secondo Melanie Klein la scissione (in tedesco spaltung) è un meccanismo fondamentale nello sviluppo psichico infantile. È un meccanismo di difesa, proprio dei primi mesi di vita, che nell'adulto può a volte evolvere in varie forme di disagio psicologico. Alla base della scissione sta, dunque, un meccanismo arcaico che tende a non tollerare la componente contraddittoria della realtà affettiva, e mira evolutivamente alla ricerca di relazioni "buone", gratificanti, senza far scoraggiare l'individuo di fronte ad esperienze frustranti. La scissione è un meccanismo di difesa con una funzione adattiva per il bambino e che, nell'adolescenza e nell'età adulta, opera una separazione di qualità dell'oggetto o dell'Io, pur non compromettendo l'esame di realtà. Trattandosi di un meccanismo di difesa arcaico, che nasce in senso evolutivo, la scissione può presentare (in alcuni casi e con un impiego massiccio e rigido) aspetti fortemente mal adattivi. Questo meccanismo di difesa opererà con tutti gli oggetti precoci di relazione, per poi "risolversi" nell'integrazione dei due istinti fondamentali (istinto di vita e istinto di morte), la gratificazione e la frustrazione
Il sano sviluppo dell’individuo è dato così dalla capacità di integrare gli aspetti buoni e cattivi dello stesso oggetto. Ogni individuo è il risultato di qualcosa di più del solo insieme delle sue parti, è l’integrazione delle proprie ambivalenze. Così la coppia genitoriale si fa portatrice di caratteristiche diverse, che risiedono separatamente in ogni genitore ma unitamente nella coppia. Più queste diverse parti buone e cattive coesistono e si integrano, più l’individuo in evoluzione potrà accettare la coesistenza di aspetti ambivalenti della propria persona e dell’altro in genere. Così non ha importanza per un bambino riconoscere chi è meglio e chi è peggio tra mamma e papà, è invece fondamentale esperire la possibilità che tratti diversi possono coesistere, confrontarsi e scontrarsi senza per questo minacciare l’integrità di un rapporto e quindi l’integrità della persona.
A cura di: Michel Braca